Stazione Lala
Metro Linea 6
Studio Protec | 2007
L’edificio della stazione Lala, rivestito da lastre in travertino, è stato progettato, come tutta la sistemazione esterna, dallo Studio Protec (Uberto Siola, Luigi Milano, Luigi Pisciotti, Dante Rabitti, Federica Visconti) e asseconda pienamente, sul lato di largo Lala, il perimetro circolare della piazza.
All’interno la stazione accoglie le opere di cinque fotografi contemporanei. Il brasiliano Salvino Campos è presente con Untitled 12/ La Habana 2002, in cui campeggia un’immobile auto d’epoca, e Capoeira, Salvador, Bahia, 2004, che blocca nello scatto fotografico il dinamismo di un giovane corpo maschile impegnato nell’antica danza sudamericana.
L’esaltazione del corpo umano ritorna in Femme Terre, 1998 - 1999, del senegalese Ousmane Ndiaye Dago: i suoi nudi femminili, ricoperti da una patina argillosa che li fa sembrare sculture viventi, ricordano, nel movimento delle spalle e nel protendersi verso l’alto delle mani, l’armoniosa compostezza delle figurazioni classiche.
In fondo allo stretto corridoio di accesso alla banchina per la direzione Mostra si staglia invece un’apparizione dalla notevole forza perturbante, la donna velata e urlante ritratta dalla fotografa napoletana Monica Biancardi.
È il paesaggio a dominare sia nelle immagini in bianco e nero di periferie industriali sospese nel tempo che ci propone Luca Campigotto sia in quelle di Vincenzo Castella che punta lo sguardo sullo scenario urbano della Napoli contemporanea.
Nei due atri, direzione Mostra e direzione Mergellina, è presente Nanni Balestrini, con due versioni di Allucco, un’esplosione di schegge di specchi e frammenti di parole.