Stazione Municipio
Metro Linea 1
Àlvaro Siza - Eduardo Souto de Moura | 2015>
Il progetto di Municipio, affidato agli architetti portoghesi Àlvaro Siza ed Eduardo Souto de Moura, comprende in un unico grande nodo di interscambio le stazioni delle Linee 1 e 6 della metropolitana.
La piazza ipogea è funzionale anche al collegamento con la Stazione Marittima attraverso il nuovo sottopasso pedonale, la cui realizzazione ha rivelato i resti dell’antico “molo grande” o molo angioino, costruito nel 1302-1307 da Carlo d’Angiò, accresciuto in età aragonese e poi nel XVIII e XIX secolo.
Al centro del piazzale antistante il palazzo del Municipio è stata ricollocata la fontana del Nettuno, il grande gruppo marmoreo al quale dalla fine del 1500 lavorarono Domenico Fontana Michelangelo Naccherino, Pietro Bernini e successivamente Cosimo Fanzago.
La vasta area di transito di Municipio ingloberà e metterà in mostra le eccezionali testimonianze archeologiche venute alla luce in occasione dei lavori di scavo per la stazione, nel corso di una delle più grandi indagini archeologiche dell’ultimo decennio. La storia rivelata dagli scavi comincia dall’antico porto di Neapolis, impiantato nell’insenatura marina che occupava parte della piazza, con i fondali, le antiche barche, la banchina di età augustea, si sviluppa con i resti dell’edilizia di età angioina sorta in coincidenza con la costruzione di Castel Nuovo alla fine del XIII secolo, e documenta i sistemi di difesa esterni al castello, realizzati prima da re Alfonso V di Aragona e poi dai viceré spagnoli, come i torrioni del Molo e dell’Incoronata, quest’ultimo già visibile nella parte della stazione aperta al pubblico.
Il dialogo costante delle architetture moderne con le preesistenze storiche recuperate al’interno e all’esterno della stazione costituisce il filo conduttore del progetto dei due architetti portoghesi, caratterizzato dalla purezza delle linee e dalla cura sapiente per le finiture in pietra lavica e intonaco bianco, nelle cui geometrie rivive la lezione dei maestri del movimento moderno.
Testo | Maria Corbi
Foto | Archivio ANM