Premio Raffaele Pezzuti per l'Arte

Il Premio Pezzuti

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Nuova scadenza per le domande: ore 24 del 15/06/2020

Il Premio Raffaele Pezzuti per l’Arte è un concorso pubblico rivolto ai giovani talenti delle arti visive, promosso dal 
Comune di Napoli con l’Azienda Napoletana Mobilità. 

Obiettivo del Premio è selezionare, attraverso una giuria di esperti, un progetto artistico per la produzione di un’opera a stampa di grandi dimensioni, da installare in modo permanente nel corridoio di collegamento tra la stazione "Fuga" della Funicolare Centrale e la stazione "Vanvitelli" della Linea 1, oggi diventato la "Galleria Premio Raffaele Pezzuti per l'Arte".
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Il Premio vuole dare spazio a proposte e idee che trasformino in modo artistico la città di Napoli, partendo “dal basso”, in senso sociale, dai suoi giovani abitanti, e anche in senso fisico, dal suo “ventre”, il sottosuolo.
Creare occasioni di ascolto e visibilità per l’arte può offrire a tutta la comunità un esempio a cui guardare e ispirarsi. Perché l’arte ha un grande potere simbolico, si rivolge e “comunica” agli altri. Per iniziare a costruire, più a lungo termine, le condizioni affinché i giovani artisti possano lavorare e fare ricerca a Napoli senza essere costretti ad andare via.


Chi era Raffaele Pezzuti


Il Premio è dedicato all’artista napoletano, Raffaele Pezzuti, ucciso nel 2002 quando all’età di trent’anni aveva raggiunto il suo più grande desiderio: fare dell’arte un lavoro oltre che una grande passione. 

Nel 1994 Raffaele Pezzuti (1972-2002) si diploma a pieni voti all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Vuole vivere facendo l’unica cosa che ama veramente: dipingere. Inizia così per lui, come per tanti altri giovani che escono dall’Accademia, il difficile percorso per trasformare la passione in un lavoro. Da una parte i primi contatti con gallerie, collezionisti e critici, dall’altra il compito di portare a maturazione il proprio linguaggio pittorico.

A ventisette anni si trasferisce a Milano e la sua vita diventa ancora più dura. Lavorare di giorno e dipingere di notte, ma Raffaele è tenace e motivato. A trent’anni, dopo le iniziali difficoltà, Raffaele raggiunge uno stile maturo e personale. Cominciano le prime richieste dalle gallerie e anche la sua vita privata sembra conquistare un sereno equilibrio. A questo punto avviene l’impensabile, un tragico evento. Un atto di violenza pone fine alla vita di Raffaele e alla sua avventura artistica.
 
Raffaele era napoletano. A Napoli ha imparato a dipingere. Tuttavia da questa città è stato costretto ad andare via, per la mancanza di opportunità.
Perciò la memoria di Raffaele vuole vivere oggi nel Premio Pezzuti con un messaggio forte: offrire un'occasione, motivare i giovani a restare nella propria città e lottare con la creatività e per l’arte.

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